Finito il vertice tra i leader del G7 a Biarritz, altri leader si incontreranno oggi a Mosca. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, è volato in Russia per incontrare l’omologo Vladimir Putin durante il Salone internazionale dell’aviazione e dello spazio (Maks). Alla fine dell’evento, i due sosterranno un colloquio bilaterale nel quale il tema principale sarà la Siria. Con un focus speciale sulla situazione a Idlib, più volte negoziata. Nelle ultime settimane, l’esercito di Bashar al Assad ha messo in atto un’offensiva contro l’ultima enclave ribelle nel nord-ovest della Siria, con il sostegno della Russia.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha detto che l’agenda è abbastanza piena: “I due presidenti andranno a Zhukovskj per prendere parte all’esposizione Maks-2019, al termine della quale avranno un colloquio bilaterale”. Erdogan è accompagnato dal ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu e il ministro della Difesa Hulusi Akar.
Sottolineando l’incontro tra gli eventi importanti nel mondo durante la giornata, il sito Bloomberg spiega che Erdogan sta cercando una ripresa nei confronti di Vladimir Putin, mentre le forze siriane appoggiate dalla Russia si avvicinano all’ultimo grande bastione ribelle del Paese: “L’esercito del presidente siriano Bashar al-Assad, con il supporto aereo russo, ha rotto un accordo di cessate il fuoco nella provincia nordoccidentale di Idlib il 5 agosto, ordinando un attacco contro ribelli appoggiati dalla Turchia ed ex affiliati di al-Qaeda che controllano l’area. La resa dei conti sta accelerando un esodo verso la Turchia, che ospita già il maggior numero di rifugiati siriani nel mondo”.
Per questo Erdogan spera di trovare un accordo con Putin durante la riunione di oggi, prima di ospitare i leader russi e iraniani ad Ankara il 16 settembre. La situazione delle ultime settimane rappresenta “una grave minaccia per la sicurezza della Turchia”, secondo il presidente turco. Per il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, le operazioni dell’esercito siriano non violano alcun accordo con la Turchia.L’interesse per contenere un’esplosione della crisi a Idlib è comune. Alexei Malashenko, analista senior del gruppo di ricerca Dialogue of Civilizations, ha spiegato a Bloomberg che in gioco c’è il mercato della vendita di armi: “Probabilmente saranno in grado di evitare un incubo. […] Ma questo è un problema a lungo termine che non sembra potrà finire ora”. Per Mesut Hakki Casin, professore di Diritto all’Università Yeditepe di Istanbul e membro del consiglio di sicurezza e politica estera di Erdogan, nonostante le tensioni tra Russia e Turchia, “non esiste una seria minaccia alla cooperazione economica. […] Non è solo la responsabilità della Turchia catturare e consegnare i terroristi alla giustizia, ma è responsabilità di tutti e tre i Paesi”, in riferimento alla Russia e l’Iran.
Per Assad, invece, l’obiettivo immediato è quello di riguadagnare il controllo di un’autostrada che corre verso Aleppo, un tempo epicentro commerciale della Siria. In caso di riuscirci, jihadisti, ribelli e rifugiati si sposteranno sempre di più verso la Turchia.Nel frattempo, è attesa per oggi la ripresa della consegna in Turchia delle componenti del sistema missilistico russo di difesa antiaerea S-400, iniziata a luglio. Gli Stati Uniti ritengono l’acquisto dei missili russi una minaccia per i sistemi Nato nel Paese e avevano bloccato la vendita dei cacciabombardieri F-35 ad Ankara.

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