Pubblichiamo in esclusiva due interessanti contributi su temi di grande attualità curati da Benito Melchionna, Procuratore emerito della Repubblica italiana.

Biotestamento. Tutela e consenso

Non sta solo al paziente ritenere o meno perseguibile un trattamento, ma nel fine vita le cure devono essere proporzionali alla sua situazione.
Nella questione dell’accanimento terapeutico deve entrare la valutazione della conguità clinica di un intervento, appropriato alla condizione del paziente, e qui entra in gioco il giudizio del medico
(Papa Francesco, Messaggio 16.XI.2017)

L’uomo primordiale trascese la sua condizione di bruto quando offrì la prima ghirlanda alla sua fanciulla. Elevandosi al di sopra dei bisogni naturali primitivi, egli si fece umano. Quando intuì l’uso che si poteva fare dell’inutile fece il suo ingresso nel regno dell’arte” (Kakuzo Okakura, 1906)

1. Biotestamento o testamento biologico
2. Invecchiamento e medicina tecnologica
3. Autodeterminazione e limiti etici
4. Individuo e «valore sociale» della persona
5. Nuovi spazi di libertà e «abusi»
6. Riferimenti costituzionali
7. Carta dei diritti Ue e Cedu
8. Consenso informato: definizione
9. Rifiuto di accertamenti diagnostici o di trattamenti sanitari
10. Rinuncia o rifiuto di trattamenti salvavita
11. Obbligo del medico di rispettare il rifiuto
12. Policy delle strutture sanitarie
13. Cure palliative
14. Divieto di accanimento terapeutico
15. Minori e incapaci
16. Disposizioni anticipate di trattamento (DAT)
17. Obbligo di rispetto delle DAT
18. Redazione e annotazione delle DAT
19. Contenuto delle DAT
20. Pianificazione condivisa delle cure
21. Né eutanasia né suicidio assistito
22. Obiezione di coscienza
23. Responsabilità degli operatori sanitari

Biotestamento

 

Violenza di genere e femminicio. Male antico da sradicare

Al di là della giusta indignazione per i singoli tragici eventi, contrariamente a quanto si crede, negli ultimi dieci anni gli omicidi di donne sono calati del 20% (da 150 a 121).
Ma, sul numero totale di omicidi, i casi delle donne uccise (nel 46% ad opera del partner) sono aumentati di ben 10 punti dal 2007, passando dal 24% del totale al 34% (fonte: Associazione “Telefono Rosa)

I – Femminicidio, fenomeno ancora nell’ombra
1.1 – Femminicidio, neologismo giuridicamente inappropriato
1.2 – Dal “femicidio” al femminicidio
1.3. – Il sistema penale tra aggravanti e attenuanti

II – Omicidio-base e omicidi “circostanziati
2.1 – Dall’uguaglianza astratta al principio di equità
2.2 – Normative a tutela della donna
2.3 – Omicidio volontario-base (art. 575 c.p.)
2.4 – Omicidio commesso “in occasione” di delitti-spia (art. 576 c.p.)
2.5 – Omicidio commesso dall’autore di stalking (art. 612-bis c.p.)
2.6 – Ergastolo per i crimini domestici e altre aggravanti (art. 577 c.p.)

III – Le Convenzioni di Lanzarote e di Istanbul
3.1 – La Convenzione di Lanzarote contro l’abuso sessuale di minori
3.2.- La legge “antiviolenza” 15 ottobre 2013, n.119

IV – LE RADICI CULTURALI DELLA VIOLENZA DI GENERE
4.1 – Dalle relazioni concrete ai rapporti “tecnoliquidi”
4.2 – Crisi della famiglia e della coppia
4.3 – Instabilità emotiva e autoritarismo maschile
4.4 – La donna multitasking
4.5 – Corteggiamento e culto della bellezza

V – MISURE DI PREVENZIONE E DI CONTRASTO
5.1 – Cultura della denuncia
5.2 – Vittimizzazione secondaria
5.3 – Rielaborazione della separazione
5.4 – Tempestività delle investigazioni e misure di contrasto
5.5 – Sentenza Talpis 2 marzo 2017, Corte EDU-Strasburgo
5.6 – La legge n. 4/2018 in favore degli orfani per crimini domestici

Femminicidio

 

 

BENITO MELCHIONNA – Cenni biografici (fonte: varesenews.it)
Di origine irpina, proviene da famiglia modesta, con numerosi fratelli, e cresciuto guidato dall’esempio di una madre attenta e affettuosa che gli ha saputo trasmettere il senso della giustizia, dell’onore e della dignità. Dopo aver concluso la formazione giovanile presso l’ordine dei Benedettini, ha continuato i suoi studi ad indirizzo classico a Milano laureandosi poi in Giurisprudenza. Dal 1956 al 1960 si è mantenuto agli studi lavorando come guardia carceraria a San Vittore. Iniziata la carriera in magistratura, è stato Pretore e poi Giudice Istruttore presso il Tribunale di Bergamo dove si è occupato delle inchieste relative al terrorismo e, successivamente, dei reati associativi di stampo mafioso. All’inizio degli anni Ottanta è stato Consigliere Pretore Dirigente a Crema e successivamente dal 1996 al 2008 ha ricoperto la carica di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale. Terminata la carriera di magistrato, continua tuttavia ad occuparsi di diritto sia come docente universitario che con incarichi più specifici, ma ugualmente prestigiosi, come esperto del Comitato Economico di Bruxelles e come docente di Diritto della Sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre ha collaborato e collabora a numerose riviste scientifiche e giuridiche, italiane e straniere, dedicando diversi saggi in particolare sui temi inerenti la pubblica amministrazione, il diritto penale, l’ambiente e la responsabilità in materia sanitaria. Sin dai primi anni Duemila, Melchionna, precorrendo i tempi, ha dedicato una speciale attenzione a tematiche che sono oggi al centro di numerosi dibattiti, come il danno da mobbing, la tutela dell’ambiente, la gestione dei servizi pubblici locali e la cittadinanza umanitaria.

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